lunedì 15 agosto 2016

Morte o dormizione? (Omelia nella festa della dormizione)

Omelia nella dormizione della Santissima Madre di Dio

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Ognuno di noi è tormentato da questa domanda: cosa ci attende e cosa sarà di noi dopo la morte? Da soli non possiamo trovare una risposta a tale domanda. Ma la Sacra Scrittura e soprattutto la parola di nostro Signore Gesù Cristo ci rivelano questo segreto come anche gli inni di questa grande festa odierna ci danno la risposta.

Perché la morte della Santissima Sempre Vergine Maria viene chiamata dormizione? San Giovanni Evangelista nell'Apocalisse (capitolo 20) parla di una prima e di una seconda morte. La prima morte è inevitabile per tutti gli uomini, santi e giusti compresi. Ma la seconda morte, la tremenda morte eterna, attende i grandi peccatori che non si sono convertiti e pentiti, i quali hanno rifiutato l'amore e la giustizia di Dio e per questo sono stati condannati ad una comunione eterna con il diavolo e i suoi angeli.

Sempre l'apostolo ed evangelista Giovanni, nel suo Vangelo, ci riporta le parole di Cristo che concordano con quanto scritto nell'Apocalisse: "In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita" (Gv 5,24).

In altre parole, quanti seguono e obbediscono all'insegnamento di Cristo e credono al suo Padre celeste che l'ha mandato, subito dopo la morte passeranno alla vita eterna. Non saranno condannati quanti hanno una fede viva in Dio e obbediscono ai suoi comandamenti.

La Santissima e Sempre Vergine Maria è la più Santa di tutti i Santi, l'essere umano che più di tutti si sottomise ai comandamenti di Dio e che, pur potendo peccare, non commise mai peccato.

Essa fu immacolato tempio del Salvatore, in Lei dimorò lo Spirito Santo e, dal suo ventre santissimo il Figlio di Dio, disceso dai cieli, prese carne umana. Per questo motivo, la sua morte fu un sonno, un immediato passaggio dalla terra al Regno dei Cieli, alla vita eterna.

Oggi, dunque, la Chiesa, nella morte e risurrezione della Vergine Maria, ci fa pregustare e prevedere ciò che attende tutti i Cristiani che nella Chiesa -attraverso i Sacramenti e la preghiera- si impegnano nella sequela a Cristo e nell'obbedienza ai Suoi comandamenti. Anche per essi la morte sarà un semplice sonno, un dolce passaggio da questa vita breve alla vita senza tramonto.

Tuttavia, in questo cammino di dura lotta spirituale non siamo soli, la Madre di Dio, il nostro esempio di ascesi, di lotta, di sequela a Cristo, è sempre vicina a noi come appunto cantiamo nel tropario della festa: “con la tua dormizione non hai abbandonato il mondo”. 

Essa interceda per noi e ci ottenga dal suo Figlio e Dio la grazia di una santa morte. Amin.

*Nel mondo cristiano latino si usa solamente il termine Assunzione, perché? La Chiesa Latina proclamò come dogma l'assunzione di Maria nel 1950 come continuazione del dogma dell'Immacolata Concezione del 1854.


Il dogma dell'Immacolata Concezione, allontanandosi dalla insegnamento patristico della Chiesa Antica, dichiara che la Vergine Maria sia nata senza le conseguenze del peccato originale che tutti gli uomini ereditano. Tra queste conseguenze c'è anche la morte. Dunque, ne consegue che la Vergine non sia morta ma che sia stata subito assunta in cielo in anima e corpo.

Questa è un'innovazione recente della Chiesa Latina dato che anticamente anche i Latini parlavano di Dormizione della Vergine e ciò è testimoniato da innumerevoli opere artistiche medievali e rinascimentali.

Scrive san Giovanni Damasceno: Nemmeno il Signore evitò la morte, come poteva evitarla Maria, figlia di Adamo? Ella che in tutto imitò il Suo Figlio e Dio, morte e resurrezione comprese.


sabato 13 agosto 2016

14 Agosto 1480: Il martirio d'Otranto, una riflessione



Il 31 Luglio 1480 l'esercito Ottomano iniziò l'assedio della città di Otranto. Le truppe spagnole si diedero alla fuga. Solo i cittadini, per la maggior parte pescatori o contadini, rimasero a difendere eroicamente la città senza arrendersi per circa quattordici giorni. Dopo due settimane di duro assedio, il 14 Agosto, gli Ottomani riuscirono a prendere la città. Uccisero il vescovo e il clero che si trovavano in cattedrale insieme a donne e bambini per celebrare l'ultima Santa Liturgia e il giorno dopo, il pascià Akhmet ordinò che tutti gli uomini rimasti superstiti, dai 15 anni in su, fossero portati in sua presenza. Furono radunati circa 800 uomini. Il Pascià pose come unica condizione per avere salva la vita quella di rinnegare Gesù Cristo e abbracciare la fede islamica. Ma il più anziano e il primo ad essere decapitato, Antonio Primaldo, un umile cimatore di panni, disse, rivolto agli altri: 

"Fratelli miei, sino ad oggi abbiamo combattuto per difendere la Patria e per salvare la vita e per li Signori nostri temporali, ora è tempo che combattiamo per salvar le anime nostre per il nostro Signore, il quale essendo morto per noi in Croce, conviene che noi moriamo per esso, stando saldi e costanti nella Fede e con questa temporale (morte) guadagneremo la vita eterna e la corona del martirio". 
Un coro fece eco alle parole dell'invitto campione: "Preferiamo mille volte morire con qual si voglia sorte di morte piuttosto che rinnegare Cristo". Neppure uno indietreggiò dinanzi al terribile dilemma e (secondo il cronista) si assistette a scene bellissime: i figli imploravano la benedizione dei genitori, i genitori incoraggiavano i figli ad affrontare la morte; si baciavano, si abbracciavano e contenti come se andassero ad una festa, si salutavano: "Arrivederci in Paradiso."

I martiri avevano raggiunto una tale maturità spirituale che gioivano per il martirio e mentre venivano martirizzati gustavano il martirio. Dio non ci fa degni di una tale grazia. Come riusciremmo noi a resistere?! Tuttavia, perché non gioire delle piccole difficoltà quotidiane? Nel momento in cui soffriamo un piccolo martirio (un problema ci affligge, un altro ci opprime, un altro ancora ci fa preoccupare, qualcuno non ci capisce o ci crea problemi) perché lo prendiamo con il piede storto? invece di prenderlo spiritualmente? cioè che Dio permette ciò per aiutarci spiritualmente, per benedirci, per aiutarci a crescere. Se faremo così, anche noi gioiremo!

venerdì 5 agosto 2016

"Restarono svegli e videro la sua gloria" (Omelia per la Trasfigurazione)

"Restarono svegli e videro la sua gloria" 

(Omelia per la Trasfigurazione)





Festeggiamo oggi la Trasfigurazione di Cristo sul monte Tabor. Tuttavia, oggi non è la prima volta che Dio si manifesta. In passato, Cristo, ancor prima della Sua Incarnazione, si era manifestato ai Profeti durante l'Antica Alleanza. La più celebre tra le manifestazioni divine è l'apparizione di Dio sul Monte Sinai, dove Egli consegnò a Mosè i dieci comandamenti. Come si manifestò allora Dio?

Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il  Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto”(Es, 19,18). Si sentivano voci, tuoni, acclamazioni. L'apparizione di Dio fu tremenda. Sul monte Sinai erano tutte quelle cose tremende che spaventano l'uomo.

Esattamente il contrario accade con l'apparizione di Dio sul Tabor. Qui vediamo tutto luminoso, tutto pieno di luce, di gioia e di pace. Il Signore appare sul monte Tabor senza rumore, immerso nella preghiera, nella pace e nel raccoglimento. Mentre l'apparizione sul Sinai aveva come obiettivo di far capire agli Ebrei che questi era il vero Dio, l'apparizione sul Tabor, invece, aveva altri obiettivi.

Vediamo quali sono.

1) Innanzitutto, la Trasfigurazione di Cristo sul Tabor aveva come scopo di mostrare ai discepoli e a tutti noi che il Figlio è uguale e della stessa sostanza con il Padre. Ricordiamo la domanda di Filippo: “Signore, mostraci il Padre” (Gv 14,8) e la risposta di Cristo: “Colui che ha visto me, ha visto il Padre” (Gv 14,9).

Oggi Cristo risplende come il sole; come il sole risplende anche il
Padre, come il sole risplende anche lo Spirito Santo. Nel volto di Cristo vediamo tutta la Santa Trinità.

La luce che videro i discepoli era l'energia della Santa Trinità. Le tre persone agiscono allo stesso modo. La grazia che i discepoli videro scaturire dal Figlio, quella stessa grazia ha anche il Padre e il Santo Spirito. Possiamo dunque affermare che la Trasfigurazione è la manifestazione della Santissima Trinità.

2) In secondo luogo, Cristo volle mostrarci come avrebbe realizzato la nostra salvezza. La nostra salvezza è l'unione di Dio con l'uomo. La natura umana è stata creata per accogliere dentro di sé la grazia di Dio. Ma come potrà la grazia increata unirsi con una creatura cioè l'uomo? Questo è un mistero. Così come è un mistero l'unione del Verbo, la seconda persona della Santa Trinità, con l'uomo, vale a dire la Sua Incarnazione. L'unione di Cristo con la natura umana lo fa oggi risplendere come il sole. Allo stesso modo, l'uomo che si unisce con Dio risplenderà come il sole.

Cristo -in quanto Dio- possedeva questa luce per natura; l'uomo, invece, la possederà per grazia, cioè per dono di Dio. La Trasfigurazione di Cristo ci mostra nel migliore dei modi e in maniera pragmatica cosa significhi unione di Dio e dell'uomo. Come scrive san Giovanni Damasceno: “La gloria della Divinità diviene gloria dell'umanità”.

3) Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno. Nell'Antico Testamento, quando gli Ebrei vagavano nel deserto, la notte una nube luminosa mostrava loro il cammino, mentre, di giorno, una nube li copriva proteggendoli dal calore. Questa nube era il Cristo! Lo stesso Cristo, sul monte Tabor, risplende come colonna luminosa e come nube copre i discepoli. La Trasfigurazione ci insegna che Dio rimane lo stesso sia nel passato, nel presente e nel futuro.

Di conseguenza, poiché Dio è immutabile, anche oggi Egli può rivelare a noi il suo volto.

E come?

In primo luogo, nella Santa Eucarestia dove l'uomo si unisce con la grazia increata di Cristo; questa grazia è comune della Santa Trinità. Di conseguenza, quando l'uomo si comunica diviene figlio della Santissima Trinità.

In secondo luogo, nella preghiera. San Paolo scrive che Dio “rifulse nei nostri cuori” (2 Cor 4,6). L'uomo fedele e puro vede risplendere dentro di sé la luce della Trasfigurazione. Vede dentro di sé l'immagine di Dio.

Inoltre, nella Sacra Scrittura. Dietro ai comandamenti di Dio si nasconde lo stesso Dio.

Infine, nel regno di Dio. Il regno di Dio non è altro che la luce della Trasfigurazione: “Dio trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso (Filippesi 3, 21). Nell'altra vita il nostro corpo splenderà come Cristo splende oggi sul Tabor.

Sei giorni prima della Trasfigurazione Cristo aveva detto ai suoi discepoli che alcuni di loro non sarebbero morti prima di avervi visto il regno di Dio “venire con potenza” (Mc 9,1).

Cosa intendeva per regno di Dio? Intendeva la Trasfigurazione. Di essa rendi degni anche noi o Figlio di Dio. Amin!



domenica 31 luglio 2016

Il valore della preghiera

Il valore della preghiera


Nella lettura dell'apostolos di oggi (Rm 12, 6-14) l'apostolo Paolo ci dà consigli di grande importanza. Con poche parole descrive con chiarezza quali sono i nostri doveri dinanzi al nostro Salvatore Gesù Cristo. Un'importanza particolare viene data alla preghiera (siate perseveranti nella preghiera).

1. Cosa è la preghiera?
San Giovanni Damasceno ha dato una bella definizione: "La preghiera è l'elevazione dello spirito verso Dio".
Noi uomini, che siamo così piccoli, attraverso la preghiera ci ritiriamo per un po' dalla terra e ascendiamo spiritualmente in cielo per incontrare il Creatore dell'uomo e dell'intero universo.
Ci avviciniamo al trono di Dio e dialoghiamo con Lui, in un'atmosfera di amicizia e di amore. Gli raccontiamo le nostre gioie e i nostri dolori e gli affidiamo le ansie e i dolori del nostro cuore. Ed Egli ci ascolta quale buon padre e amico sincero.

2. E' necessaria la preghiera?
Tutti i popoli riconoscono il bisogno di pregare, poiché è innato  nell'uomo il credere in Dio. Lo stesso Signore ci ha dato l'esempio. Ovunque e sempre pregava il suo Padre celeste e sino all'ultimo momento della sua vita, sulla croce, pregava per i suoi crocifissori.
Dio non ha bisogno della nostra preghiera. Né tantomeno le nostre lodi e dossologie gli aggiungono gloria e onore. Siamo noi ad avere bisogno della preghiera poiché da soli non possiamo far nulla, non possiamo riuscire in nessuna cosa e per questo abbiamo bisogno di Dio.
La preghiera è la vita della nostra anima. Colui che non prega è come il pesce fuori dall'acqua, è come una casa senza fondamenta, come un uccello senza ali.
Cosa potrebbe fare uno scultore senza uno scalpello? cosa potrebbe fare in guerra un soldato senza un'arma? Allo stesso modo, il Cristiano non può guadagnarsi il Paradiso senza la preghiera.
Per questo dobbiamo lavorare e pregare, pensare e pregare, vegliare e pregare, sopportare e pregare, gioire e pregare.

3. Alcuni presupposti
Il profeta Davide desiderava che la sua preghiera salisse come incenso dinanzi al trono di Dio.
Ma cosa serve affinché sia tale la nostra preghiera?

E' necessario:
1) Attenzione e devozione: preghiera senza attenzione e devozione è come mandare una lettera senza scrivere il destinatario.

2) Fede e fiducia:
Senza fede e fiducia è come se scrivessimo una lettera e poi la lasciassimo sulla scrivania dicendo: "Tanto non mi risponderanno, a che serve mandarla?"

Il Cristiano deve insistere nella preghiera e deve credere che Dio farà ciò che è meglio. A volte qualcosa che chiediamo può non essere per il nostro bene. Dio conosce meglio di noi.
E se Dio, per amore verso di noi, non ci dona quello che chiediamo, non dobbiamo lamentarci.
Altre volte tarda a donarci qualcosa che chiediamo al fine di mettere alla prova la nostra fede. Tuttavia non dobbiamo mai perdere la nostra fede.

4. Risultati della preghiera:
Sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento sono infiniti gli esempi che testimoniano che:
1) la preghiera è un'arma invincibile
2) la preghiera benedice il lavoro e fa fruttificare le nostre fatiche
3) la preghiera dona pace, come scrisse quel poeta:
"Scenda pure la pioggia e la grandine 
si spacchino pure le montagne,
 io ho te come Padre, che mi importa?"
4) la preghiera unisce i membri della famiglia e li lega con sacri vincoli di amore.

"Un bambino sta affogando", s'udì nel paese a ridosso di un fiume in piena.
 Corsero tutti e videro il bambino che lottava per salvarsi.
Subito presero una corda e il miglior nuotatore se la legò in vita e, dopo aver dato l'altra estremità ai compaesani, si gettò nelle acque del fiume.
"Tirate la corda", gridò dopo un po' l'uomo. Gli abitanti si guardarono sconvolti. Nessuno aveva pensato a tenere l'altra estremità della corda. La forte corrente prese il bambino e l'uomo e morirono entrambi.
La vita è il fiume in piena. Se nessuno reggerà l'altra estremità della corda, ci perderemo.
Questa corda è la preghiera.
Ognuno di noi deve rispondere a questa domanda:

Abbiamo dato con fiducia a Dio questa corda perché la regga?

sabato 23 luglio 2016

Gli indemoniati dei Gadareni (Domenica quinta di Matteo)



Il brano evangelico di questa domenica (quinta di Matteo Mt 8:28-34) ci mostra la potenza messianica di Gesù. L'azione di Gesù nel mondo, attraverso la sua crocifissione e la sua resurrezione e l'istituzione della Chiesa, ha vanificato l'opera distruttrice dei demoni, liberando l'uomo dalla loro tirannia e dando così inizio a una nuova epoca per l'umanità.

Le prove certe di questa nuova epoca sono le guarigioni degli indemoniati come i due del brano evangelico odierno. Essi vivevano tra le tombe, erano considerati pericolosi (nessuno poteva passare per quella via), erano posseduti da molti demoni ed erano dominati dalla tendenza ad auto lesionarsi, ad auto distruggersi (cfr. Mc 5,1-20 e Lc 3, 26-39).

E' davvero triste l'immagine dell'uomo sottomesso alla potenza di satana. Poiché la presenza di satana significa perdita e distruzione di ogni cosa, a partire dalla persona umana sino ad arrivare agli animali nei quali appena entrarono, (i demoni) seminarono devastazione; ciò per darci prova, ancora una volta, che dove passa satana semina devastazione.

Anche la nostra epoca ha da mostrarci una così grande varietà di casi di possessione diabolica sia nella vita degli uomini che della società, a tal punto che nessuno possa dubitare della sua presenza e della sua azione distruttrice. E chi dubita si ricordi le parole di quel poeta che disse: "la più astuta cattiveria del diavolo è quella di farci credere che non esista".

Certo, si inganna chi crede di trovare satana nelle forme mostruose in cui spesso è descritto e di certo non lo troverà e penserà che non esista. Al contrario, nella realtà il male ha tante manifestazioni distruttrici e devastatrici.

La presenza di Cristo nel mondo attraverso i Sacramenti della Chiesa e l'annuncio del Vangelo significano la vittoria del bene sul male, dell'amore sull'odio, della vita sulla morte. Sant'Ignazio di Antiochia dice che, quando i Cristiani si radunano in Chiesa per partecipare al mistero della Santa Comunione, le potenze demoniache vengono distrutte. Ciò significa che quando c'è comunione di amore tra noi e Dio, tra noi e i nostri fratelli l'aria pura del regno di Dio entra dentro di noi allontanando ogni influenza diabolica. Le parole degli indemoniati a Gesù: "Che c'è fra noi e te, Figlio di Dio? Sei venuto qua prima del tempo a tormentarci?" testimoniano che nella Chiesa già si realizza la distruzione di Satana ancor prima della fine della storia e del mondo.

Un ultimo particolare ci colpisce: l'atteggiamento degli abitanti della regione, i quali saputo del miracolo compiuto da Gesù, gli chiesero di allontanarsi dalla loro regione. Lo stupore e la paura di fronte alla potenza messianica di Gesù non li ha condotti né a riconoscere Gesù come il Messia né a glorificare Dio; al contrario, essi lo pregano di andare via per paura di subire altre perdite materiali oltre la perdita della mandria di maiali.

L'interesse materiale spesso rende cieco l'uomo e incapace di vedere il vero interesse che è quello spirituale a tal punto che lo conduce a preferire la sottomissione a satana piuttosto che la libertà che Dio offre.


sabato 16 luglio 2016

Programma pastorale Luglio/Agosto/Settembre



Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e Malta

Parrocchia San Nicola di Myra

BRINDISI


Programma Pastorale Luglio/Agosto/Settembre 2016

23/07 ore 18.30 Εσπερινός /Vespro/Vecernia;
24/07 Domenica 5^ di Matteo
ore 08.30 Όρθρος /Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;

30/07 ore 18.30 Εσπερινός /Vespro/Vecernia;
31/07 Domenica 6^ di Matteo
ore 08.30 Όρθρος /Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;


Dal 01 al 15 Agosto la Chiesa ci invita al digiuno (post nigru) in preparazione alle due grandi feste: il 06 Agosto laTrasfigurazione del Signore sul Monte Tabor e il 15 Agosto la dormizione della Madre di Dio. È un digiuno uguale a quello per la Pasqua: dal Lunedì al Venerdì senza olio (post nigru) e Sabato e Domenica digiuno con olio e vino. Vi ricordo che il digiuno dai cibi deve essere accompagnato dal digiuno dalle passioni, dal peccato, dal giudizio e dal pettegolezzo. Estirpiamo dal nostro cuore l’egoismo, la superbia, la gelosia, l’invidia e le chiacchiere varie. Cerchiamo l’unità tra di noi e l’amore sincero perché il demonio non vuole altro che vederci l’un contro l’altro armato. Mettiamo da parte le nostre giustificazioni e chiediamo al Signore di convertirci seriamente a Lui.

Dal 01 al 12 Agosto:ore 18.30 Canto della Paraklisis alla Madre di Dio; 


05/08:ore18.30 Μεγας Εσπερινὸς/ Grande e Solenne Vespro/Vecernia Mare;

06/08: FESTA DELLA TRASFIGURAZIONE DI NOSTRO SIGNORE/ΜΕΤΑΜΟΡΦΩΣΙΣ/SCHIMBAREA LA FAȚĂ A DOMNULUI
ore 08.30 Ορθρος/Utrenia e Divina Liturgia; (digiuno con pesce, olio e vino)
ore 18.30 Εσπερινός /Vespro/Vecernia;

07/08 Domenica 7^ di Matteo
ore 08.30 Όρθρος /Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;

13/08 ore 18.30 Εσπερινός /Vespro/Vecernia;

14/08: Domenica 8^ di Matteo
ore 08.30 Όρθρος /Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;
ore 18.30 Μεγας Εσπερινὸς/ Grande e Solenne Vespro/Vecernia Mare;

15/08 LA DORMIZIONE DELLA SANTISSIMA MADRE DI DIO/ Η ΚΟΙΜΗΣΙΣ ΥΠΕΡΑΓΙΑΣ ΘΕΟΤΟΚΟΥ/ADORMIREA MAICII DOMNULUI
ore 08.30 Ορθρος/Utrenia e Divina Liturgia;


La Parrocchia rimarrà chiusa per tutta la seconda metà di Agosto.

03/09 ore 18.30 Εσπερινός /Vespro/Vecernia;
04/09 Domenica 12^ di Matteo
ore 08.30 Όρθρος /Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;
La Parrocchia parteciperà alla processione di san Teodoro Tiron, grande martire,patrono di Brindisi.

lunedì 6 giugno 2016

Omelia per l'Ascensione



Secondo la Sacra Scrittura e i Padri della Chiesa, l'uomo è la creatura più nobile della creazione. Adamo era la corona della creazione, fu creato con un corpo e con un'anima razionale. Tutto quello che Dio creò, lo creò per Adamo. Infatti, se noi prendessimo una bilancia e su piatto mettessimo tutta la creazione lo spazio, le galassie, i pianeti, il sole, la lune, le stelle, i monti, gli animali e le piante, mentre sull’altro piatto mettessimo l'uomo, vedremo che il piatto in cui è sopra l’uomo avrà un peso maggiore rispetto all’altro piatto.

Quando gli Angeli tremavano dinanzi alla presenza di Dio e i Cherubini e i  Serafini non osavano fissare negli occhi Dio, Adamo dialogava con il suo Creatore come fa l'amico con un altro amico. Adamo, dunque, fu creato per essere a immagine e somiglianza di Dio e, come nel cielo nessuno è superiore a Dio, così sulla terra nessuno è superiore all'uomo.

Purtroppo l'uomo ha perso tutti i suoi privilegi quando è caduto nel peccato, con la disobbedienza dei progenitori. Secondo l’Apostolo Paolo, gli uomini, dopo la caduta, sono divenuti calunniatori, amanti del giudizio, iracondi, superbi, arroganti, inventori di mali, pieni di odio, assassini, lussuriosi, omosessuali, duri di cuore, senza compassione, disobbedienti, bugiardi, empi.

Quando l’uomo uscì dal Paradiso, Caino uccise Abele, Davide compì il duplice peccato (adulterio e omicidio), Pietro rinnegò il Maestro, Giuda tradì il Benefattore, Tommaso divenne incredulo.

La cosa più tremenda è che gli uomini arrivarono ad adorare la creazione e non il Creatore. Adoravano il legno, il marmo, gli animali, le piante come se fossero Dio! San Gregorio il Teologo definisce l’idolatria come “il peggiore di tutti i mali”. Gli uomini, come scrive san Giovanni Crisostomo, erano divenuti più duri e insensibili delle rocce della terra. Lo stesso Cristo, rivolgendosi ai Farisei, disse: “Voi siete figli del diavolo”. (Gv 8, 44).

Così sarebbe rimasto l’uomo e il Paradiso sarebbe rimasto chiuso e i Cherubini avrebbero continuato sino ad oggi a custodire la porta del Paradiso  se non fosse venuto lo stesso Cristo a prendere la carne umana, a divenire uomo, ad essere crocifisso, a risorgere, a combattere con il diavolo per la nostra liberazione. Dunque, oggi celebriamo il ritorno dell’umanità nel Paradiso. Nella persona di Cristo che oggi ascende, vediamo tutta l’umanità.

Oggi noi i miseri servi, gli indegni che ancora viviamo su questa terra, mandiamo il Cristo, nostro rappresentante in Cielo ed entriamo in Paradiso.
Oggi il Cristo Dio-Uomo regge sulle spalle la pecorella smarrita (cioè l’uomo) che ha trovato sul Golgota.
Oggi il Cristo si assiede in trono e prepara un trono all’uomo un tempo condannato. Prepara un trono regale, alla destra del Padre come vide il protomartire Stefano.
Noi i duri e ingrati e duri di cuore, i perfetti servi di Satana, diveniamo oggi superiori agli angeli.
Per questo oggi la Chiesa canta: “ascende Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba” (Sal 46, 6).
Umiliati uscimmo dal Paradiso con Adamo, trionfanti ritorniamo con Cristo.

Dopo l’Ascensione ci aspetteremmo che tutti gli uomini credessero in Cristo e vivessero da uomini nuovi. Ma poniamoci una domanda: Oggi, nella nostra epoca, siamo tutti seguaci di Cristo o ci troviamo in quella situazione descritta sopra dall’Apostolo Paolo? Forse che ci sono ancora  figli del diavolo, nemici di Dio?

La risposta purtroppo è positiva: ad oggi l’epoca delle varie forme di idolatria non si è conclusa. Lo si capisce dando un’occhiata intorno a noi, vedendo la televisione, leggendo i giornali. Dio chiama l’uomo a una nuova vita ma non lo costringe.
In mezzo a questo grande caos che regna, sola una cosa è certa: solamente Colui che oggi ascende ai cieli, il Cristo, l’unico vero Dio, è colui che può salvarci, colui che può darci la vera gioia, che può donarci il Santo Spirito affinché possiamo cantare anche noi insieme ai Santi della Chiesa: “Santo, Santo, Santo, il Signore Dio dell’universo, pieni sono i cieli e la terra della tua gloria. Amin”.