giovedì 26 maggio 2016

PROGRAMMA PASTORALE GIUGNO 2016

Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta
Parrocchia Ortodossa “San Nicola di Myra”
BRINDISI

PROGRAMMA PASTORALE GIUGNO 2016
·        04/06 ore 18.30  Εσπερινός/Vespro/Vecernia;
·        05/06  Κυριακή τοῦ Τυφλού/Domenica del cieco nato/ Orbului din naştere
Ore 08:30 Ορθρος/Utrenia/Mattutino e Divina Liturgia;

·        08/06 ore 18.30 Μεγα εσπερινος/ Vecernia Mare/ Solenne Vespro;

·        09/06 Τῃ Πέμπτῃ της Αναλήψεως/l’Ascensione/ Înălţarea Domnului
Ore 08:30 Ορθρος/Utrenia/Mattutino e Divina Liturgia;

·        17/06 Vigilia del Sabato delle Anime
ore 18.30 Vespro e Kolliva per i Defunti non Ortodossi;
·        18/06 Ψυχοσάββατον/Pomenirea mortilor/ Sabato delle Anime
Ore 07:30 Ορθρος/Utrenia/Mattutino con Kolliva, subito dopo si va al cimitero per il Trisaghion sulla Tomba Greca;
Ore 18:30 Μεγα εσπερινος/ Vecernia Mare/ Solenne Vespro;

·        19/06 Κυριακή τῆς Πεντηκοστής/Pentecoste/  Pogorarea Duhului Sfant

Ore 08:30 Ορθρος/Utrenia/Mattutino e Divina Liturgia; Ο μέγας εσπερινός της Αγίας Πεντηκοστής (της Γονυκλισίας)/Il solenne vespro dell’inginocchiamento, con l’invocazione allo Spirito Santo/ Vecernia plecarii genunchilor.

sabato 14 maggio 2016

Omelia nella domenica delle mirofore





La terza domenica di Pasqua ritorna a meditare sul mattino di Pasqua, e lo fa da una angolatura particolarissima: come ci ricorda il sinassario oggi si celebra la memoria di Giuseppe di Arimatea, di Nicodemo e, soprattutto, delle donne mirofore. Il termine "mirofora" significa "portatrice di mirra", e con esso ci si riferisce alle donne delle quali i Vangeli testimoniano la presenza sul Golgota e alle quali viene rivolto il primo annuncio della risurrezione. Esse sono testimoni di un avvenimento attestato dai quattro evangelisti: l'apparizione di angeli.

Giuseppe di Arimatea.è degno di essere ricordato perché avvolse in bende il tuo Corpo, o Cristo, e depose te, la salvezza, in un sepolcro nuovo;perché hai accolto Dio tra le braccia, come fece il vecchio Simeone accogliendo Gesù presentato al tempio. Insieme alle mirofore e agli apostoli, onoriamo Giuseppe, il nobile consigliere discepolo, zelante per la pietà,perché ha calato dalla croce il corpo del Signore e con fede lo ha sepolto. È Giuseppe che, dopo averti avvolto in una sindone, o Cristo, ti ha deposto in un sepolcro, e dopo aver cosparso di aromi il tempio distrutto del tuo corpo, ha rotolato una grande pietra all'ingresso della tomba.

Questa stessa pietra era la preoccupazione più grande delle donne che si avvicinavano al sepolcro, cercando anch'esse, come Giuseppe, il regno di Dio. Il loro obiettivo era quello di prestare le ultime e più accurate cure alla salma del Maestro, in un gesto di pietà e venerazione. Ma si sentono dire dall'angelo:O donne, mirofore, perché ormai affrettarvi? Perché portate gli unguenti profumati al vivente? È risorto il Cristo, come aveva detto. Cessino le vostre lacrime e si mutino in gioia. In queste donne siamo chiamati a riconoscere il limite che è in ciascuno di noi: siamo sempre preoccupati di cose
che, prese in se stesse, sono anche giuste, ma che alle volte sono molto lontane dai disegni di Dio. In loro è evidente la non conoscenza di come sarebbe andata a finire, così non dobbiamo stupirci se la misericordia del Signore sceglie di manifestarsi in modo molto diverso da quello che noi pensiamo essere il più giusto e razionale.

Quando le donne si avvicinano alla tomba, il sole sta per sorgere, ma esse non realizzano che il Figlio di Dio è risorto, e che non è nemmeno nella tomba. Esse cercano Gesù, e tentano di fare qualcosa che sembra al di là delle loro possibilità. Ma non possono non compiere questo gesto di amore. Forse la Chiesa, nella sua pedagogia liturgica, vuole farci capire che anche noi dobbiamo cercare Gesù più di ogni altra cosa. Come per le mirofore, anche nella nostra vita ci sono ostacoli, pietre che sembrano inamovibili, situazioni nella quali sembra impossibile trovare Gesù, incontrarlo, essere in comunione con Lui, vivere ciò che Egli ci chiede di vivere. Ma noi dobbiamo guardare a Chi cerchiamo, non agli ostacoli che troviamo sulla via di questa ricerca, nella certezza che l'amore che ci spinge a cercarlo prima o poi riconoscerà la via che ci porta a Cristo. Le mirofore ci possono dire anche che, a volte, Gesù può non essere dove lo stiamo cercando. Esse erano ragionevolmente certe che Gesù fosse lì: era morto in croce e lo avevano deposto in quella tomba. Lo smarrimento che provano di fronte all'angelo è evidente, ma non rimangono attaccate al loro punto di vista, accettano di ritornare sui propri passi assumendosi il compito che Dio assegna loro attraverso l'angelo.

È un compito da affrontare nella letizia, il dolore e il pianto si devono tramutare in gioia, ma l'annuncio evangelico non è privo di difficoltà: gli stessi discepoli fanno molta fatica a credere. Non dobbiamo dimenticarci che noi, prima di incontrare il Risorto, andiamo a cercare il Crocifisso. È vana la nostra speranza di lasciare la croce nel sepolcro vuoto, perché il corpo del Risorto, come abbiamo visto nella domenica di Tommaso, è segnato dalle piaghe dei chiodi e della ferita al costato. Anche se dopo la Pasqua i digiuni e le prostrazioni sono terminate, prove, tentazioni e sacrifici non conoscono il calendario liturgico.

L'ultima cosa che le mirofore ci dicono, recando l'annuncio dell'angelo, è che Gesù ci aspetta in Galilea, dove potremo di nuovo incontrarlo. Anche noi, come i discepoli, abbandoniamo continuamente Gesù e preferiamo poltrire nella sicurezza delle nostre case invece che farci carico della diakonia nell'amore che animava le mirofore, uscite di casa nella notte. La Chiesa, attraverso la voce delle mirofore, ci chiede di metterci di nuovo in cammino, per far rivivere in noi il ricordo e il fervore del nostro primo incontro con Gesù. È questo cammino che tiene vivo il desiderio, che consente alla memoria dell'incontro di non affievolirsi.


D'altra parte abbiamo una traccia da seguire in questo cammino, perché lui "ci precede in Galilea", e questa traccia sono proprio le persone che Dio mette quotidianamente sul nostro stesso cammino: dapprima con gli occhi della fede e dell'amore, e poi anche con gli occhi del corpo, noi raggiungeremo la certezza incrollabile della sua presenza: "Là voi lo vedrete….".

lunedì 18 aprile 2016

PROGRAMMA SETTIMANA SANTA 2016 (Brindisi)

Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e Malta
Parrocchia san Nicola di Myra
BRINDISI
PROGRAMMA APRILE E SETTIMANA SANTA 2016

  • 23/04: Σάββατον τοῦ Λαζάρου/Sabato di Lazzaro/Sâmbăta lui Lazăr (in questo giorno non si fanno kolive)
ore 07.15 Mattutino
ore 11.00 Divina Liturgia sulla tomba di san Nicola a Bari
ore 19.00 (Brindisi), Solenne Vespro della Viglia della Domenica delle Palme
(INCOMINCIA LA GRANDE E SANTA SETTIMANA)

Programma della Grande e Santa Settimana/Η Αγία και Μεγάλη Εβδομάδα/Săptămâna Patimilor 2016

“E’ il momento più intenso e forte di tutto l’anno liturgico. Partecipiamo con fede alle celebrazioni con preghiera e digiuno, accostandoci alla Confessione e alla Santa Comunione”

  • 24/04: Κυριακή τῶν Βαῒων/Domenica delle Palme/a Floriilor
ore 08.30 Όρθρος/Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia, con benedizione delle Palme;

  • Dal 24/04 al 26/04: Ore 19.00 Ο ΝΥΜΦΥΙΟΣ/Ufficiatura dello Sposo/Denia
  • 27/04: Grande e Santo Mercoledì (la donna peccatrice che unge il Signore)
Ore 16.00 Sacramento dell’Olio Santo e Unzione dei malati/Το άγιον Ευχέλαιον/ Sf. Maslu
Ore 19.00 Όρθρος/Mattutino/Denia de Miercuri seara

  • 28/04: Grande e Santo Giovedì (la Mistica Cena e l’Eucarestia)
Ore 09.30 Εσπερινός/Vespro/Vecernia e Divina Liturgia di S. Basilio il G.
Ore 18.30 Όρθρος/Mattutino della Passione e Morte del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo/ Denia celor 12 Evanghelii;

  • 29/04: Grande e Santo Venerdì (la Passione e Morte del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo)
Ore 08.30 Ufficiatura delle Grandi Ore, Vespro e Seppellimento del Signore;
ore 18.30 Όρθρος/Mattutino/Utrenia, Lamentazioni/Επιτάφιος θρήνος con processione
per le vie della città. Sfantului Epitaf.


  • 30/04: Grande e Santo Sabato (la discesa all'Ade)
Ore 09.30 Εσπερινός/Vespro/Vecernia e Divina Liturgia di S. Basilio il G.
Ore 22.00 Mesonittico, Annunzio della Risurrezione,
Όρθρος/Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia di Pasqua.

  • 01 MAGGIO :SANTA PASQUA:ore 10.30 SOLENNE VESPRO DI PASQUA

ΧΡΙΣΤΟΣ ΑΝΕΣΤΗ! CRISTO E’ RISORTO! HRISTOS A ÎNVIAT!
Христос воскрес!ქრისტე აღსდგა!



  • 08/05: DOMENICA DI TOMMASO
ore 08.30 Mattutino e Divina Liturgia

  • 15/05:DOMENICA DELLE MIROFORE
ore 08.30 Mattutino e Divina Liturgia

  • 22/05:DOMENICA DEL PARALITICO
ore 08.30 Mattutino e Divina Liturgia

  • 28/05 ore 11.00 Divina Liturgia sulla tomba di san Nicola a Bari

  • 29/05 DOMENICA DELLA SAMARITANA
ore 08.30 Mattutino e Divina Liturgia con la partecipazione di un pellegrinaggio dalla Grecia

N.B. OGNI SABATO ALLE ORE 18.30 VESPRO DELLA RESURREZIONE



Pagina Facebook: Vicariato Ortodosso delle Puglie



sabato 9 aprile 2016

Domenica Quarta di Quaresima: di san Giovanni Climaco.

Domenica Quarta di Quaresima: di san Giovanni Climaco.



La quarta Domenica di Quaresima onoriamo la memoria di san Giovanni Sinaita, detto il Climaco. Egli visse nel sesto secolo dopo Cristo e fu un grande studioso e conoscitore dell'anima umana e compose un'opera chiamata in greco "Climaca" (la Scala) in cui analizza con precisione tutte le passioni (gradini verso le tenebre, lontano da Dio) e le virtù (gradini verso il cielo e quindi verso Dio). Quest'opera è un'opera importantissima nella Chiesa Ortodossa.
La Santa Quaresima è un periodo di conversione, un periodo in cui il nostro cuore di pietra deve diventare, con l'aiuto di Dio, un cuore di carne, e da insensibile diventare sensibile, passando dalla freddezza e dalla durezza al calore e all'apertura verso tutti, in primo luogo verso lo stesso Dio.
La Grande Quaresima è un periodo di rinnovamento, in cui l'anima (come la natura in primavera) inizia una nuova vita: la nostra vita senza sole inizia a riprendere vita con l'aiuto dei Santi Misteri (Confessione e Comunione), ricolmandosi così dei ricchi doni celesti del Santo Spirito e comunicando, di conseguenza, alla natura divina. E' periodo di riconciliazione e la riconciliazione è gioia! La gioia di Dio e la nostra gioia: è davvero un nuovo inizio!

Così insegna san Giovanni Climaco:

"La conversione, vale a dire il nostro ritorno a Dio, è rinnovamento del Battesimo; rinnovamento del nostro patto con Dio, della nostra promessa di cambiare la nostra vita. E' un periodo durante il quale possiamo acquisire l'umiltà, la quale è pace: pace con Dio, pace con il nostro io, pace con tutta la creazione. La conversione nasce dalla speranza, quando cioè rigettiamo la disperazione.

Colui che si pente è uno che è degno della condanna; nonostante ciò, egli lascia il tribunale senza vergogna, poiché la conversione è la nostra riappacificazione con Dio. E questa si ottiene attraverso una vita degna, che si allontana dai peccati commessi in passato.
Conversione significa lavare la nostra coscienza. Conversione significa completa liberazione dalla tristezza e dal dolore.

E se ci chiediamo come faremo a raggiungere questo scopo, come faremo, cioè, a contraccambiare l'amore di quel Dio che ci accoglie come il Padre della parabola dei figliol prodigo, attendendoci con ansia nonostante il nostro rigetto, il quale non si è mai allontanato dai noi nonostante il nostro allontanamento, la risposta la troviamo imparando qualcosa sulla preghiera:

"Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole poiché Dio, il nostro Padre Celeste, si rallegra delle parole semplici e del balbettio dei bambini.
Quando parlate con Dio, non sforzatevi di dire molte cose, poiché la mente si perderà nella ricerca delle parole. L'unica parola che sussurrò il Pubblicano gli ottenne la misericordia di Dio; una sola parola piena di fede salvò il buon ladrone sopra la Croce. La moltitudine di parole durante la preghiera distrae la mente dalla presenza di Dio. E se quando preghi, una sola parola ti colpisce e la senti nel profondo del tuo cuore, rimani su essa, rimani, poiché alcune volte il nostro angelo custode prega con noi, perché siamo sinceri con noi stessi e con Dio".

domenica 28 febbraio 2016

Programma Pastorale Marzo 2016 (Brindisi)

Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta
Parrocchia “San Nicola di Myra”
BRINDISI
PROGRAMMA PASTORALE MARZO 2016

Ø 05/03 ore 18.30  Εσπερινός/Vespro/Vecernia;
Ø 06/03 Κυριακή της Απόκρεω/Domenica di Carnevale/Duminica Lasatului sec de carne
Ore 09.00 Preghiere mattutine, ufficio della Santa Comunione, lettura dell’ora terza e dell’ora sesta.
Ore 10.00 Divina Liturgia con kolliva per i defunti-pomenirea mortilor.
(oggi è l’ultimo giorno in cui è consentito mangiare la carne)

Ø 12/03 ore 11.00 Divina Liturgia sulla tomba di san Nicola a Bari;
          ore 18.30 Εσπερινός/Vespro/Vecernia nella chiesa di Brindisi;
Ø 13/03 Domenica dei Latticini/ τῆς Τυροφάγου/ Duminica Lasatului sec de branza
Ore 08.30 Όρθρος/Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;
Ore 18.30 Vespro del perdono;

Ø 14/03 Lunedì Puro/Καθαρά Δευτέρα/Inceputul Postului Mare
INIZIO DELLA SANTA E GRANDE QUARESIMA

Ø 18/03 A’ Στάσης των Χαιρετισμών/1^Stazione     dell'Akathistos/ Acatist Maicii Domnlui
ore 18.30

Ø 19/03 Miracolo delle Kolive-I Santi Teodori/Θαύμα Κολλύβων/Sambata Sf. Teodor - Pomenirea mortilor
Ore 09.30 Divina Liturgia sulla tomba di San Teodoro nella Cattedrale di Brindisi con kolliva in onore del Santo.
ore 18.30 Εσπερινός/Vespro/Vecernia;

Ø 20/03 Domenica dell’Ortodossia/ της Ορθοδοξίας/ Duminica a Ortodoxiei
Ore 08.30 Όρθρος/Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia e processione con le Sante Icone;

Ø 24/03 ore 18.30 Μεγα Εσπερινός/Grande Vespro/Vecernia mare;
Ø 25/03 Annunciazione/ Ο Ευαγγελισμός/ Blagovestenia
Festa Nazionale Greca
ore 08.30 Όρθρος/Mattutino/Utrenia e ore 09.30 Divina Liturgia;
ore 11.30 Dossologia per la Festa Nazionale Greca.

"Digiuni? Dimostramelo con le opere! Se vedi un povero uomo, abbi compassione di lui. Se vedi un amico che viene elogiato, non essere invidioso di lui. Non lasciar digiunare solo la tua bocca ma anche il tuo occhio, il tuo orecchio, il tuo piede, le tue mani e tutte le membra del nostro corpo. Fa' digiunare le mani liberandoti dall'avarizia. Fa' digiunare il piede dallo smettere di correre dopo aver peccato. Fa' digiunare gli occhi educandoli a non guardare ciò che è peccaminoso. Fa' digiunare l'orecchio non ascoltando discorsi malvagi e pettegolezzi. Fa' digiunare la bocca dalle parole oscene e dal giudizio ingiusto. Che bene c'è se ci asteniamo dalla carne e dal pesce, ma poi mordiamo e divoriamo i nostri fratelli e le nostre sorelle?!"  
(San Giovanni Crisostomo)

lunedì 15 febbraio 2016

LA FEDE DELLA CANANEA

LA FEDE DELLA CANANEA


Il Signore durante la sua vita terrena ha chiamato beati alcuni uomini a motivo della loro fede. Tra questi c’era la Cananea. Personalmente mi affascinano molto l’umiltà e la fede della Cananea e per questo vorrei, con l’aiuto di Dio, che tutti insieme studiassimo questo capitolo, poiché solamente utilità spirituale si può ricavare dalla fede di questa donna.
«Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio» (Mt 15,21-22)
La donna presenta il suo problema al Signore e chiede di aiutarla, ma il Signore, in maniera del tutto strana, non proferisce nemmeno una parola.
«Ma egli non le rivolse neppure una parola.» (Mt 15,23). Non disse nemmeno una parola, come se non desse alcuna importanza, come se la ignorasse e qualcuno direbbe giustamente: Ma è possibile che il Signore non presti attenzione ad un’anima che grida, che supplica, è possibile questo? Ma, fratelli miei, il Signore aveva un progetto per questa donna, aveva un fine, come dice san Giovanni Crisostomo: Questa donna aveva un tesoro dentro di sé e il Signore, onnisciente e conoscitore dei cuori, conosceva questo tesoro e voleva farlo uscire allo scoperto perché potessero vederlo i suoi discepoli e tutti noi e trarne così esempio dalla sua insistenza, dalla sua pazienza, dalla sua perseveranza, dalla sua umiltà, dalla sua fede. Per questo il Signore non le rispose subito, aveva un progetto per lei. Questo accade anche a noi molte volte quando preghiamo: Dunque è stata esaudita la nostra preghiera? Diciamo. Non dubitare, fratello mio, a volte può sembrare che il Signore tardi ma è perché ha il suo progetto anche per te. Ed ecco cosa è scritto un po’ più in giù: «Allora i discepoli gli si accostarono implorando: Esaudiscila, vedi come ci grida dietro» (Mt 15,23).
Mi domando per quante volte è uscita dalla bocca della Cananea la parola: «abbi misericordia di me, figlio di Davide» (Mt 15,23), a tal punto da costringere gli Apostoli, per le sue suppliche e le sue preghiere, di chiedere al Signore di cacciarla, perché li seguiva e gridava. Ma il Signore non caccia nessuno, fratelli miei. Impossibile che il Signore si allontani da un cuore contrito ed umiliato.
Ma continuiamo un po’ più in giù per vedere cosa dice: «Ma egli rispose: Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele» (Mt 15,23). La donna, tuttavia, non perde il coraggio dopo queste parole del Signore, anzi, si avvicina ancora di più. «Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!» (Mt 15,25). Viene ancora più vicino e si prostra, supplicando di ottenere quello che chiede. Allora, il Signore si fermò, così come si ferma anche da noi, fratelli miei. Perciò non scoraggiarti, non dubitare se la tua preghiera sia stata ascoltata o meno. Il Signore ascolta tutte le preghiere, basta che esse escano da un cuore convertito e confessato e ci darà sempre ciò che è utile alle anime nostre.
Ma continuiamo: «Ed egli rispose: Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». (Mt 15,26). La chiama cagnolino! Mai il Signore aveva parlato così, mai aveva sfidato un’anima per quanto peccatrice fosse. Al contrario, il Signore è venuto per i peccatori. Prima volta che ascoltiamo il Signore parlare così. Cosa stranissima!
A quel tempo, però, gli Israeliti chiamavano cani i pagani e gli idololatri. Così facendo volevano disprezzarli, umiliarli. Il Signore prende dunque questa parole e la usa per la Cananea ma solo perché –come abbiamo detto più sopra- aveva il suo progetto.
Fate attenzione ora come risponde questa donna: «È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni» (Mt 15, 27).
Oh, che risposta! Ecco il tesoro di cui parlavamo, ecco il tesoro che nascondeva dentro di sé questa donna. È giunta l’ora che sia scoperto!
Sapete, fratelli miei, che significa questo si? Sapete cosa significa questo si della Cananea? Se dovessimo analizzarlo, sarebbe necessario un intero discorso solo per questo si. Badate bene alla risposta:
«Si, Signore, eppure anche i cagnolini mangiano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni»
Come se dicesse la Cananea: Si, Signore, sono un cagnolino, hai ragione, lo accetto, tuttavia, non ti chiedo molte cose, solo una briciolina. Le molte cose lasciale per il popolo eletto d’Israele, per i tuoi discepoli. A me, dammi almeno una briciolina, perché spesso i cani aspettano che cada qualche briciola dalla tavola dei loro padroni.
Ed ecco la riposta: «Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi». E da quel momento sua figlia fu guarita» (Mt 15,28).
Il Signore ammira la fede di questa donna e le dona, alla fine, quello che voleva, poiché essa non è venuta meno lungo il tragitto, non si è arresa, non si è indignata, non ha detto: «fermati, Signore, da tante ore ti corro dietro a scongiurarti, a supplicarti e tu non mi dai manco un minimo di attenzione?» No, niente di tutto questo, al contrario essa si è umiliata sino all’estremo poiché nelle profondità della sua anima questa donna aveva fuoco, aveva carbone acceso che solamente il Signore poteva spegnere e nessun’altro. E da quel momento la sua figlia fu guarita.

Che grande anima! Che dite, fratelli miei, questa briciolina, questa fede della Cananea ce l’abbiamo anche noi? Come manca questa briciolina nel cuore degli uomini di oggi e sapete il perché? Nonostante andiamo dinanzi alle nostre icone per pregare, per dire tutto al Signore, quando, tuttavia, usciamo dalla nostra camera ancora abbiamo dentro di noi ansia, paura, perché succede questo? Si, le abbiamo dette al Signore, ma non gliele abbiamo affidate, le abbiamo prese di nuovo con noi. Diciamo che crediamo in Dio, che Lo amiamo però non abbiamo fiducia in lui. Un conto la fede un altro la fiducia. E vi chiedo: Abbiamo affidato oggi nostra moglie, i nostri figli, il nostro lavoro, i nostri problemi economici, la nostra salute a Dio? Non affrettatevi a rispondermi di si, perché è necessario che me lo dimostriate con fatti. Beato l’uomo che si è affidato, si è abbandonato completamente nelle mani di Dio. Solo allora inizia un altro rapporto, solo allora l’uomo inizia a pregare con il cuore, e il cuore ha un modo tutto suo di pregare. Allora la preghiera diventa più compunta, le lacrime scorrono facilmente.

lunedì 1 febbraio 2016

Zaccheo salì sull'albero e ascese ai cieli...



1 Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. 2 Un uomo, di nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco, 3 cercava di vedere chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura. 4 Allora per vederlo, corse avanti, e salì sopra un sicomoro, perché egli doveva passare per quella via. 5 Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: «Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua».6 Egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia. 7 Veduto questo, tutti mormoravano, dicendo: «È andato ad alloggiare in casa di un peccatore!» 8 Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo».9 Gesù gli disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figlio d'Abraamo; 10 perché il Figlio dell'uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto».


Anche quest'oggi il Signore nel Santo Vangelo ci invita alla metania, al cambiamento di vita e non solo ci chiama ad esso ma ci mostra anche la via per giungervi.

E lo fa presentandoci la figura di Zaccheo, un esattore delle tasse, un uomo senza principi morali, attaccato solo ai soldi, alle passioni e al peccato. Tuttavia, nel cuore di quest'uomo ardeva un desiderio, quello di vedere, di conoscere, cioè, Cristo. E questo desiderio, come il lievito nella pasta, ha fatto trasformare Zaccheo in un uomo completamente nuovo e rinnovato.

Dunque sono 2 le cose necessarie per giungere alla conversione:

1) la volontà di voler farlo, desiderare come Zaccheo di conoscere Cristo.

2) trasformare questo desiderio in atto, aprendo le porte del nostro cuore a Cristo (con il pentimento e la confessione) e mostrando i frutti di questo cambiamento, così come ha fatto Zaccheo: "Signore, ho rubato una volta, restituirò quattro volte tanto".

Se anche noi faremo così, allora, assisteremo ad un vero e proprio miracolo dentro di noi.
Se noi compiremo questo passo, Dio compirà gli altri 99.

Imitiamo dunque il coraggio e la forza di Zaccheo e saliamo anche noi sull'albero (la salita ricorda lo sforzo dell'ascesi) e Gesù Cristo, vedendo questo nostro sforzo, ci farà scendere per farci ascendere ai cieli e anche noi diventeremo uomini nuovi: da attaccati al peccato ad Apostoli, portando la salvezza nella nostra casa, cioè intorno a quelli che vivono con noi. Amin.