sabato 16 luglio 2016

Programma pastorale Luglio/Agosto/Settembre



Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e Malta

Parrocchia San Nicola di Myra

BRINDISI


Programma Pastorale Luglio/Agosto/Settembre 2016

23/07 ore 18.30 Εσπερινός /Vespro/Vecernia;
24/07 Domenica 5^ di Matteo
ore 08.30 Όρθρος /Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;

30/07 ore 18.30 Εσπερινός /Vespro/Vecernia;
31/07 Domenica 6^ di Matteo
ore 08.30 Όρθρος /Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;


Dal 01 al 15 Agosto la Chiesa ci invita al digiuno (post nigru) in preparazione alle due grandi feste: il 06 Agosto laTrasfigurazione del Signore sul Monte Tabor e il 15 Agosto la dormizione della Madre di Dio. È un digiuno uguale a quello per la Pasqua: dal Lunedì al Venerdì senza olio (post nigru) e Sabato e Domenica digiuno con olio e vino. Vi ricordo che il digiuno dai cibi deve essere accompagnato dal digiuno dalle passioni, dal peccato, dal giudizio e dal pettegolezzo. Estirpiamo dal nostro cuore l’egoismo, la superbia, la gelosia, l’invidia e le chiacchiere varie. Cerchiamo l’unità tra di noi e l’amore sincero perché il demonio non vuole altro che vederci l’un contro l’altro armato. Mettiamo da parte le nostre giustificazioni e chiediamo al Signore di convertirci seriamente a Lui.

Dal 01 al 12 Agosto:ore 18.30 Canto della Paraklisis alla Madre di Dio; 


05/08:ore18.30 Μεγας Εσπερινὸς/ Grande e Solenne Vespro/Vecernia Mare;

06/08: FESTA DELLA TRASFIGURAZIONE DI NOSTRO SIGNORE/ΜΕΤΑΜΟΡΦΩΣΙΣ/SCHIMBAREA LA FAȚĂ A DOMNULUI
ore 08.30 Ορθρος/Utrenia e Divina Liturgia; (digiuno con pesce, olio e vino)
ore 18.30 Εσπερινός /Vespro/Vecernia;

07/08 Domenica 7^ di Matteo
ore 08.30 Όρθρος /Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;

13/08 ore 18.30 Εσπερινός /Vespro/Vecernia;

14/08: Domenica 8^ di Matteo
ore 08.30 Όρθρος /Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;
ore 18.30 Μεγας Εσπερινὸς/ Grande e Solenne Vespro/Vecernia Mare;

15/08 LA DORMIZIONE DELLA SANTISSIMA MADRE DI DIO/ Η ΚΟΙΜΗΣΙΣ ΥΠΕΡΑΓΙΑΣ ΘΕΟΤΟΚΟΥ/ADORMIREA MAICII DOMNULUI
ore 08.30 Ορθρος/Utrenia e Divina Liturgia;


La Parrocchia rimarrà chiusa per tutta la seconda metà di Agosto.

03/09 ore 18.30 Εσπερινός /Vespro/Vecernia;
04/09 Domenica 12^ di Matteo
ore 08.30 Όρθρος /Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia;
La Parrocchia parteciperà alla processione di san Teodoro Tiron, grande martire,patrono di Brindisi.

lunedì 6 giugno 2016

Omelia per l'Ascensione



Secondo la Sacra Scrittura e i Padri della Chiesa, l'uomo è la creatura più nobile della creazione. Adamo era la corona della creazione, fu creato con un corpo e con un'anima razionale. Tutto quello che Dio creò, lo creò per Adamo. Infatti, se noi prendessimo una bilancia e su piatto mettessimo tutta la creazione lo spazio, le galassie, i pianeti, il sole, la lune, le stelle, i monti, gli animali e le piante, mentre sull’altro piatto mettessimo l'uomo, vedremo che il piatto in cui è sopra l’uomo avrà un peso maggiore rispetto all’altro piatto.

Quando gli Angeli tremavano dinanzi alla presenza di Dio e i Cherubini e i  Serafini non osavano fissare negli occhi Dio, Adamo dialogava con il suo Creatore come fa l'amico con un altro amico. Adamo, dunque, fu creato per essere a immagine e somiglianza di Dio e, come nel cielo nessuno è superiore a Dio, così sulla terra nessuno è superiore all'uomo.

Purtroppo l'uomo ha perso tutti i suoi privilegi quando è caduto nel peccato, con la disobbedienza dei progenitori. Secondo l’Apostolo Paolo, gli uomini, dopo la caduta, sono divenuti calunniatori, amanti del giudizio, iracondi, superbi, arroganti, inventori di mali, pieni di odio, assassini, lussuriosi, omosessuali, duri di cuore, senza compassione, disobbedienti, bugiardi, empi.

Quando l’uomo uscì dal Paradiso, Caino uccise Abele, Davide compì il duplice peccato (adulterio e omicidio), Pietro rinnegò il Maestro, Giuda tradì il Benefattore, Tommaso divenne incredulo.

La cosa più tremenda è che gli uomini arrivarono ad adorare la creazione e non il Creatore. Adoravano il legno, il marmo, gli animali, le piante come se fossero Dio! San Gregorio il Teologo definisce l’idolatria come “il peggiore di tutti i mali”. Gli uomini, come scrive san Giovanni Crisostomo, erano divenuti più duri e insensibili delle rocce della terra. Lo stesso Cristo, rivolgendosi ai Farisei, disse: “Voi siete figli del diavolo”. (Gv 8, 44).

Così sarebbe rimasto l’uomo e il Paradiso sarebbe rimasto chiuso e i Cherubini avrebbero continuato sino ad oggi a custodire la porta del Paradiso  se non fosse venuto lo stesso Cristo a prendere la carne umana, a divenire uomo, ad essere crocifisso, a risorgere, a combattere con il diavolo per la nostra liberazione. Dunque, oggi celebriamo il ritorno dell’umanità nel Paradiso. Nella persona di Cristo che oggi ascende, vediamo tutta l’umanità.

Oggi noi i miseri servi, gli indegni che ancora viviamo su questa terra, mandiamo il Cristo, nostro rappresentante in Cielo ed entriamo in Paradiso.
Oggi il Cristo Dio-Uomo regge sulle spalle la pecorella smarrita (cioè l’uomo) che ha trovato sul Golgota.
Oggi il Cristo si assiede in trono e prepara un trono all’uomo un tempo condannato. Prepara un trono regale, alla destra del Padre come vide il protomartire Stefano.
Noi i duri e ingrati e duri di cuore, i perfetti servi di Satana, diveniamo oggi superiori agli angeli.
Per questo oggi la Chiesa canta: “ascende Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba” (Sal 46, 6).
Umiliati uscimmo dal Paradiso con Adamo, trionfanti ritorniamo con Cristo.

Dopo l’Ascensione ci aspetteremmo che tutti gli uomini credessero in Cristo e vivessero da uomini nuovi. Ma poniamoci una domanda: Oggi, nella nostra epoca, siamo tutti seguaci di Cristo o ci troviamo in quella situazione descritta sopra dall’Apostolo Paolo? Forse che ci sono ancora  figli del diavolo, nemici di Dio?

La risposta purtroppo è positiva: ad oggi l’epoca delle varie forme di idolatria non si è conclusa. Lo si capisce dando un’occhiata intorno a noi, vedendo la televisione, leggendo i giornali. Dio chiama l’uomo a una nuova vita ma non lo costringe.
In mezzo a questo grande caos che regna, sola una cosa è certa: solamente Colui che oggi ascende ai cieli, il Cristo, l’unico vero Dio, è colui che può salvarci, colui che può darci la vera gioia, che può donarci il Santo Spirito affinché possiamo cantare anche noi insieme ai Santi della Chiesa: “Santo, Santo, Santo, il Signore Dio dell’universo, pieni sono i cieli e la terra della tua gloria. Amin”.

sabato 4 giugno 2016

UFFICIATURA PER LA BENEDIZIONE DI UNA NUOVA AUTOMOBILE

UFFICIATURA PER LA BENEDIZIONE
DI UNA NUOVA AUTOMOBILE

(secondo il tipikon della Chiesa Ortodossa di Grecia)

fonte originale:





Il sacerdote:Benedetto il nostro Dio, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
Il coro: Amen.
Cristo è risorto dai morti e con la morte ha calpestato la morte, dando la vita ai giacenti nei sepolcri. (solo nel periodo pasquale)
Quindi il coro lo ripete due volte, e di seguito si canta l’apolitikion di San Cristoforo martire:


Abbellito per le vesti di sangue, * te ne stai presso il Signore, Re dei cieli, * Cristoforo celebrato. * Così con i cori degli Incorporei e dei Martiri * tu canti la tremenda melodia del Trisagio, * perciò per le suppliche tue, * salva i servi tuoi.
Gloria. E ora.
Santissima Vergine Madre di Dio, eleva le opere delle nostre mani, e domanda il perdono delle nostre mancanze, mentre noi cantiamo l’inno degli Angeli.


Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi. (tre volte)
Gloria. E ora. Santo Immortale, abbi pietà di noi.
Più forte. Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi.


Prokimenon: Tu che abiti nell'aiuto dell'Altissimo, nella protezione dei Dio del cielo.


Il diacono: Stiamo attenti.






Il diacono: Sapienza.


Il lettore: Lettura dalla Lettera di Paolo agli Ebrei. (11,39-12,2)


Il diacono: Stiamo attenti.


Fratelli, tutti i Santi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.


Il sacerdote: Pace a Te!


Alleluia (tre volte)


Il diacono: Sapienza! In piedi, ascoltiamo il Santo Vangelo!


E benedicendo il popolo dice: Pace a Tutti.


Il coro: E al tuo Spirito.


Il diacono: Lettura del Santo Vangelo secondo Giovanni. (Gv. 5, 17-18, 9,4-5, 12,35)


Il sacerdote: Stiamo attenti.


Il coro: Gloria a Te Signore, gloria a Te!


Il Signore disse: “Fino a ora il Padre mio opera e anch’io opero”. Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. E ancora di nuovo disse il Signore: “Dobbiamo operare le opere di chi mi ha inviato finché è giorno: viene la notte in cui nessuno può operare. Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo”. Camminate finché avete la luce.


Il coro: Gloria a Te, o Signore, gloria a Te!


Quindi il diacono dice le invocazioni di pace, mentre il coro risponde ad ogni invocazione: Kyrie, eléison.


In pace preghiamo il Signore.
Per la pace che viene dall’alto, per la salvezza delle nostre anime, preghiamo il Signore.
Per la pace del mondo intero, per la stabilità delle sante Chiese di Dio e per l’unione di tutti, preghiamo il Signore.
Per il nostro Arcivescovo…(nome), per tutto il Clero e il Popolo, preghiamo il Signore.
Per il servo di Dio (nome) e perché Dio lo aiuti, preghiamo il Signore.
Per essere liberati da ogni afflizione, ira, pericolo e necessità, preghiamo il Signore.
Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.
Facendo memoria della tuttasanta, intemerata, più che benedetta, gloriosa Sovrana nostra Madre di Dio e sempre Vergine Maria, insieme con tutti i Santi affidiamo noi stessi gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo Dio.


Il coro: A Te, Signore.


Il sacerdote:


Poiché a Te spetta ogni gloria, onore e adorazione, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.


Il coro: Amen.


Il sacerdote: Pace a tutti.


Il coro: Kyrie, eléison.


Il diacono: Chiniamo il nostro capo al Signore.


Il coro: A Te, Signore.


Il Sacerdote recita la preghiera a capo chino:


China Signore, il tuo orecchio e ascoltaci, tu che ti sei degnato di essere battezzato nel Giordano e hai santificato le acque. Benedici tutti noi che inchinando il nostro capo, significhiamo la condizione di servi. E concedici di essere ripieni della tua santificazione per l’uso e la aspersione di quest’acqua ed essa divenga per noi, o Signore, per la salute dell’anima e del corpo.
Tu sei infatti la santificazione delle anime e dei nostri corpi e noi rendiamo gloria, grazie ed adorazione a Te insieme al tuo Padre senza principio, ed al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre nei secoli dei secoli.


Il coro: Amen.


Quindi, prendendo la Venerata Croce, il sacerdote benedice l’acqua tre volte, immergendola, tenendola dritta e cantando:


Salva o Signore, il tuo popolo * e benedici la tua eredità, * donando vittorie ai Re contro i Barbari * e proteggendo con la tua Croce la tua città.


Σῶσον Κύριε τὸν λαόν σου καὶ εὐλόγησον τὴν κληρονομίαν σου, νίκας τοῖς Βασιλεῦσι κατὰ βαρβάρων δωρούμενος καὶ τὸ σὸν φυλάττων διὰ τοῦ Σταυροῦ σου πολίτευμα.


Mântuieste Doamne, poporul tău și binecuvintează moştenirea ta. Biruinţă binecredincioșilor creștini, asupra celui potrivnici daruiește, și cu Crucea ta păzește pe poporul tău.


E poi il seguente tropario:
Dei tuoi doni rendici degni o Vergine Madre di Dio, dimenticando le nostre mancanze, e concedendo guarigioni a coloro che ricevono con fede la tua benedizione, o Intemerata.


Il diacono: Preghiamo il Signore.


Il coro: Kyrie, eléison.


Quindi il sacerdote legge la seguente preghiera:


Signore Gesù Cristo, Dio nostro, Tu che sei fatto presente per la salvezza del genere umano; Tu che sei assiso in trono nel cielo e sulla terra vai in giro a piedi nelle città e nei villaggi e sei entrato nella santa citta, seduto sul dorso di un asino, poco prima della tua volontaria Passione; Tu che hai parlato per mezzo di un Angelo a Filippo diacono e risorto hai parlato, affinchè proseguisse nel servizio; Sei risorto, perché proseguisse verso mezzogiorno sulla via che scende da Gerusalemme a Gaza, e avvicinandosi, si unisse al carro dell’etiope, il quale, dopo essere stato evangelizzato sul carro, che Tu sei l’agnello di Dio, che porta i peccati del mondo e dopo aver creduto con tutto il cuore che Tu sei il Figlio di Dio, stando sul carro e scendendo insieme, lo ha battezzato. Tu stesso o Sovrano, benedici questo veicolo e dà al tuo servo (nome) di proseguire la sua via con gioia e di concludere il suo percorso ed il suo servizio, che ha ricevuto da te. Così concluderà il suo percorso, non con la sua volonta né correndo, ma con te Dio misericordioso. Per questo ti preghiamo anche di darci un angelo che ci illumini, per poter camminare avanti , liberati sia di notte e sia di giorno da ogni male e condotti dallo Spirito di Dio, proseguiamo come si deve e non ci affatichiamo invano. Tu sei infatti la via e la verità e la vita e noi rendiamo gloria e grazie a Te, insieme al tuo Padre senza principio e al santissimo, buono e vivificante Tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.


Quindi si fa il Congedo:


Gloria a Te o Cristo Dio, speranza nostra, gloria a Te.
Il Risorto dai morti, Cristo nostro vero Dio, per intercessione della intemerata e purissima sua Santa Madre, dei santi e gloriosi Apostoli degni di lode, dei santi e gloriosi e vittoriosi Martiri, dei santi e taumaturghi Anargiri, (del Santo del Tempio), dei Santi e giusti Progenitori di Dio, Gioacchino ed Anna, (del Santo del giorno), di cui celebriamo la memoria, del nostro Santo tra i Santi Cristoforo Megalomartire e di tutti i Santi, abbi pietà di noi e salvaci, quale Dio buono, misericordioso e amico degli uomini.


Per le preghiere dei Santi Padri, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci.


Se è periodo di Pasqua:
Cristo è risorto dai morti e con la morte ha calpestato la morte, dando la vita ai giacenti nei sepolcri.



Il coro: Amen.

giovedì 26 maggio 2016

PROGRAMMA PASTORALE GIUGNO 2016

Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta
Parrocchia Ortodossa “San Nicola di Myra”
BRINDISI

PROGRAMMA PASTORALE GIUGNO 2016
·        04/06 ore 18.30  Εσπερινός/Vespro/Vecernia;
·        05/06  Κυριακή τοῦ Τυφλού/Domenica del cieco nato/ Orbului din naştere
Ore 08:30 Ορθρος/Utrenia/Mattutino e Divina Liturgia;

·        08/06 ore 18.30 Μεγα εσπερινος/ Vecernia Mare/ Solenne Vespro;

·        09/06 Τῃ Πέμπτῃ της Αναλήψεως/l’Ascensione/ Înălţarea Domnului
Ore 08:30 Ορθρος/Utrenia/Mattutino e Divina Liturgia;

·        17/06 Vigilia del Sabato delle Anime
ore 18.30 Vespro e Kolliva per i Defunti non Ortodossi;
·        18/06 Ψυχοσάββατον/Pomenirea mortilor/ Sabato delle Anime
Ore 07:30 Ορθρος/Utrenia/Mattutino con Kolliva, subito dopo si va al cimitero per il Trisaghion sulla Tomba Greca;
Ore 18:30 Μεγα εσπερινος/ Vecernia Mare/ Solenne Vespro;

·        19/06 Κυριακή τῆς Πεντηκοστής/Pentecoste/  Pogorarea Duhului Sfant

Ore 08:30 Ορθρος/Utrenia/Mattutino e Divina Liturgia; Ο μέγας εσπερινός της Αγίας Πεντηκοστής (της Γονυκλισίας)/Il solenne vespro dell’inginocchiamento, con l’invocazione allo Spirito Santo/ Vecernia plecarii genunchilor.

sabato 14 maggio 2016

Omelia nella domenica delle mirofore





La terza domenica di Pasqua ritorna a meditare sul mattino di Pasqua, e lo fa da una angolatura particolarissima: come ci ricorda il sinassario oggi si celebra la memoria di Giuseppe di Arimatea, di Nicodemo e, soprattutto, delle donne mirofore. Il termine "mirofora" significa "portatrice di mirra", e con esso ci si riferisce alle donne delle quali i Vangeli testimoniano la presenza sul Golgota e alle quali viene rivolto il primo annuncio della risurrezione. Esse sono testimoni di un avvenimento attestato dai quattro evangelisti: l'apparizione di angeli.

Giuseppe di Arimatea.è degno di essere ricordato perché avvolse in bende il tuo Corpo, o Cristo, e depose te, la salvezza, in un sepolcro nuovo;perché hai accolto Dio tra le braccia, come fece il vecchio Simeone accogliendo Gesù presentato al tempio. Insieme alle mirofore e agli apostoli, onoriamo Giuseppe, il nobile consigliere discepolo, zelante per la pietà,perché ha calato dalla croce il corpo del Signore e con fede lo ha sepolto. È Giuseppe che, dopo averti avvolto in una sindone, o Cristo, ti ha deposto in un sepolcro, e dopo aver cosparso di aromi il tempio distrutto del tuo corpo, ha rotolato una grande pietra all'ingresso della tomba.

Questa stessa pietra era la preoccupazione più grande delle donne che si avvicinavano al sepolcro, cercando anch'esse, come Giuseppe, il regno di Dio. Il loro obiettivo era quello di prestare le ultime e più accurate cure alla salma del Maestro, in un gesto di pietà e venerazione. Ma si sentono dire dall'angelo:O donne, mirofore, perché ormai affrettarvi? Perché portate gli unguenti profumati al vivente? È risorto il Cristo, come aveva detto. Cessino le vostre lacrime e si mutino in gioia. In queste donne siamo chiamati a riconoscere il limite che è in ciascuno di noi: siamo sempre preoccupati di cose
che, prese in se stesse, sono anche giuste, ma che alle volte sono molto lontane dai disegni di Dio. In loro è evidente la non conoscenza di come sarebbe andata a finire, così non dobbiamo stupirci se la misericordia del Signore sceglie di manifestarsi in modo molto diverso da quello che noi pensiamo essere il più giusto e razionale.

Quando le donne si avvicinano alla tomba, il sole sta per sorgere, ma esse non realizzano che il Figlio di Dio è risorto, e che non è nemmeno nella tomba. Esse cercano Gesù, e tentano di fare qualcosa che sembra al di là delle loro possibilità. Ma non possono non compiere questo gesto di amore. Forse la Chiesa, nella sua pedagogia liturgica, vuole farci capire che anche noi dobbiamo cercare Gesù più di ogni altra cosa. Come per le mirofore, anche nella nostra vita ci sono ostacoli, pietre che sembrano inamovibili, situazioni nella quali sembra impossibile trovare Gesù, incontrarlo, essere in comunione con Lui, vivere ciò che Egli ci chiede di vivere. Ma noi dobbiamo guardare a Chi cerchiamo, non agli ostacoli che troviamo sulla via di questa ricerca, nella certezza che l'amore che ci spinge a cercarlo prima o poi riconoscerà la via che ci porta a Cristo. Le mirofore ci possono dire anche che, a volte, Gesù può non essere dove lo stiamo cercando. Esse erano ragionevolmente certe che Gesù fosse lì: era morto in croce e lo avevano deposto in quella tomba. Lo smarrimento che provano di fronte all'angelo è evidente, ma non rimangono attaccate al loro punto di vista, accettano di ritornare sui propri passi assumendosi il compito che Dio assegna loro attraverso l'angelo.

È un compito da affrontare nella letizia, il dolore e il pianto si devono tramutare in gioia, ma l'annuncio evangelico non è privo di difficoltà: gli stessi discepoli fanno molta fatica a credere. Non dobbiamo dimenticarci che noi, prima di incontrare il Risorto, andiamo a cercare il Crocifisso. È vana la nostra speranza di lasciare la croce nel sepolcro vuoto, perché il corpo del Risorto, come abbiamo visto nella domenica di Tommaso, è segnato dalle piaghe dei chiodi e della ferita al costato. Anche se dopo la Pasqua i digiuni e le prostrazioni sono terminate, prove, tentazioni e sacrifici non conoscono il calendario liturgico.

L'ultima cosa che le mirofore ci dicono, recando l'annuncio dell'angelo, è che Gesù ci aspetta in Galilea, dove potremo di nuovo incontrarlo. Anche noi, come i discepoli, abbandoniamo continuamente Gesù e preferiamo poltrire nella sicurezza delle nostre case invece che farci carico della diakonia nell'amore che animava le mirofore, uscite di casa nella notte. La Chiesa, attraverso la voce delle mirofore, ci chiede di metterci di nuovo in cammino, per far rivivere in noi il ricordo e il fervore del nostro primo incontro con Gesù. È questo cammino che tiene vivo il desiderio, che consente alla memoria dell'incontro di non affievolirsi.


D'altra parte abbiamo una traccia da seguire in questo cammino, perché lui "ci precede in Galilea", e questa traccia sono proprio le persone che Dio mette quotidianamente sul nostro stesso cammino: dapprima con gli occhi della fede e dell'amore, e poi anche con gli occhi del corpo, noi raggiungeremo la certezza incrollabile della sua presenza: "Là voi lo vedrete….".

lunedì 18 aprile 2016

PROGRAMMA SETTIMANA SANTA 2016 (Brindisi)

Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e Malta
Parrocchia san Nicola di Myra
BRINDISI
PROGRAMMA APRILE E SETTIMANA SANTA 2016

  • 23/04: Σάββατον τοῦ Λαζάρου/Sabato di Lazzaro/Sâmbăta lui Lazăr (in questo giorno non si fanno kolive)
ore 07.15 Mattutino
ore 11.00 Divina Liturgia sulla tomba di san Nicola a Bari
ore 19.00 (Brindisi), Solenne Vespro della Viglia della Domenica delle Palme
(INCOMINCIA LA GRANDE E SANTA SETTIMANA)

Programma della Grande e Santa Settimana/Η Αγία και Μεγάλη Εβδομάδα/Săptămâna Patimilor 2016

“E’ il momento più intenso e forte di tutto l’anno liturgico. Partecipiamo con fede alle celebrazioni con preghiera e digiuno, accostandoci alla Confessione e alla Santa Comunione”

  • 24/04: Κυριακή τῶν Βαῒων/Domenica delle Palme/a Floriilor
ore 08.30 Όρθρος/Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia, con benedizione delle Palme;

  • Dal 24/04 al 26/04: Ore 19.00 Ο ΝΥΜΦΥΙΟΣ/Ufficiatura dello Sposo/Denia
  • 27/04: Grande e Santo Mercoledì (la donna peccatrice che unge il Signore)
Ore 16.00 Sacramento dell’Olio Santo e Unzione dei malati/Το άγιον Ευχέλαιον/ Sf. Maslu
Ore 19.00 Όρθρος/Mattutino/Denia de Miercuri seara

  • 28/04: Grande e Santo Giovedì (la Mistica Cena e l’Eucarestia)
Ore 09.30 Εσπερινός/Vespro/Vecernia e Divina Liturgia di S. Basilio il G.
Ore 18.30 Όρθρος/Mattutino della Passione e Morte del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo/ Denia celor 12 Evanghelii;

  • 29/04: Grande e Santo Venerdì (la Passione e Morte del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo)
Ore 08.30 Ufficiatura delle Grandi Ore, Vespro e Seppellimento del Signore;
ore 18.30 Όρθρος/Mattutino/Utrenia, Lamentazioni/Επιτάφιος θρήνος con processione
per le vie della città. Sfantului Epitaf.


  • 30/04: Grande e Santo Sabato (la discesa all'Ade)
Ore 09.30 Εσπερινός/Vespro/Vecernia e Divina Liturgia di S. Basilio il G.
Ore 22.00 Mesonittico, Annunzio della Risurrezione,
Όρθρος/Mattutino/Utrenia e Divina Liturgia di Pasqua.

  • 01 MAGGIO :SANTA PASQUA:ore 10.30 SOLENNE VESPRO DI PASQUA

ΧΡΙΣΤΟΣ ΑΝΕΣΤΗ! CRISTO E’ RISORTO! HRISTOS A ÎNVIAT!
Христос воскрес!ქრისტე აღსდგა!



  • 08/05: DOMENICA DI TOMMASO
ore 08.30 Mattutino e Divina Liturgia

  • 15/05:DOMENICA DELLE MIROFORE
ore 08.30 Mattutino e Divina Liturgia

  • 22/05:DOMENICA DEL PARALITICO
ore 08.30 Mattutino e Divina Liturgia

  • 28/05 ore 11.00 Divina Liturgia sulla tomba di san Nicola a Bari

  • 29/05 DOMENICA DELLA SAMARITANA
ore 08.30 Mattutino e Divina Liturgia con la partecipazione di un pellegrinaggio dalla Grecia

N.B. OGNI SABATO ALLE ORE 18.30 VESPRO DELLA RESURREZIONE



Pagina Facebook: Vicariato Ortodosso delle Puglie



sabato 9 aprile 2016

Domenica Quarta di Quaresima: di san Giovanni Climaco.

Domenica Quarta di Quaresima: di san Giovanni Climaco.



La quarta Domenica di Quaresima onoriamo la memoria di san Giovanni Sinaita, detto il Climaco. Egli visse nel sesto secolo dopo Cristo e fu un grande studioso e conoscitore dell'anima umana e compose un'opera chiamata in greco "Climaca" (la Scala) in cui analizza con precisione tutte le passioni (gradini verso le tenebre, lontano da Dio) e le virtù (gradini verso il cielo e quindi verso Dio). Quest'opera è un'opera importantissima nella Chiesa Ortodossa.
La Santa Quaresima è un periodo di conversione, un periodo in cui il nostro cuore di pietra deve diventare, con l'aiuto di Dio, un cuore di carne, e da insensibile diventare sensibile, passando dalla freddezza e dalla durezza al calore e all'apertura verso tutti, in primo luogo verso lo stesso Dio.
La Grande Quaresima è un periodo di rinnovamento, in cui l'anima (come la natura in primavera) inizia una nuova vita: la nostra vita senza sole inizia a riprendere vita con l'aiuto dei Santi Misteri (Confessione e Comunione), ricolmandosi così dei ricchi doni celesti del Santo Spirito e comunicando, di conseguenza, alla natura divina. E' periodo di riconciliazione e la riconciliazione è gioia! La gioia di Dio e la nostra gioia: è davvero un nuovo inizio!

Così insegna san Giovanni Climaco:

"La conversione, vale a dire il nostro ritorno a Dio, è rinnovamento del Battesimo; rinnovamento del nostro patto con Dio, della nostra promessa di cambiare la nostra vita. E' un periodo durante il quale possiamo acquisire l'umiltà, la quale è pace: pace con Dio, pace con il nostro io, pace con tutta la creazione. La conversione nasce dalla speranza, quando cioè rigettiamo la disperazione.

Colui che si pente è uno che è degno della condanna; nonostante ciò, egli lascia il tribunale senza vergogna, poiché la conversione è la nostra riappacificazione con Dio. E questa si ottiene attraverso una vita degna, che si allontana dai peccati commessi in passato.
Conversione significa lavare la nostra coscienza. Conversione significa completa liberazione dalla tristezza e dal dolore.

E se ci chiediamo come faremo a raggiungere questo scopo, come faremo, cioè, a contraccambiare l'amore di quel Dio che ci accoglie come il Padre della parabola dei figliol prodigo, attendendoci con ansia nonostante il nostro rigetto, il quale non si è mai allontanato dai noi nonostante il nostro allontanamento, la risposta la troviamo imparando qualcosa sulla preghiera:

"Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole poiché Dio, il nostro Padre Celeste, si rallegra delle parole semplici e del balbettio dei bambini.
Quando parlate con Dio, non sforzatevi di dire molte cose, poiché la mente si perderà nella ricerca delle parole. L'unica parola che sussurrò il Pubblicano gli ottenne la misericordia di Dio; una sola parola piena di fede salvò il buon ladrone sopra la Croce. La moltitudine di parole durante la preghiera distrae la mente dalla presenza di Dio. E se quando preghi, una sola parola ti colpisce e la senti nel profondo del tuo cuore, rimani su essa, rimani, poiché alcune volte il nostro angelo custode prega con noi, perché siamo sinceri con noi stessi e con Dio".